Calcolo dei rendimenti, differenza tra interesse semplice e composto

Calcolo dei rendimenti

Un concetto molto importante che riguarda il calcolo dei rendimenti è la differenza tra tasso di interesse semplice e tasso di interesse composto.

Un principio di basilare importanza in campo finanziario è che il tempo è denaro e che, dunque, ha un valore economico.
Il valore del denaro cambia nel tempo e si rivaluta se investito in strumenti che combattono l’inflazione che, come sappiamo, è causa dell’erosione del potere di acquisto del capitale. Quindi, i 100 euro di oggi valgono più dei 100 euro disponibili tra un anno, per cui devono essere impiegati in modo fruttifero, ad un tasso di interesse superiore a quello dell’inflazione.

Nel calcolo dei rendimenti avremo, dunque, un rendimento monetario dato dagli interessi maturati, ed un rendimento reale generato dalla differenza tra il tasso del rendimento monetario ed il tasso di inflazione.
Facciamo, per chiarire, un esempio molto semplice. Apriamo con 100 euro un conto di deposito vincolato ad un anno con un rendimento netto dell’1,20%; alla scadenza, per effetto dell’inflazione dello 0,20%, avremo un rendimento reale dell’1% (1,20% – 0,20%).

Calcolo dei rendimenti semplici e composti.

Si chiama regime di capitalizzazione degli interessi e può essere, appunto, semplice o composto.

Nell’esempio sopra esposto, ammettiamo di reinvestire ogni anno i 100 euro per 5 anni, trattenendo gli interessi che fruttano l’1% annuo. Alla fine dei 5 anni avremo il nostro capitale di 100 euro più gli  interessi di 1 euro per ogni anno, per un totale di 105 euro.

Se, invece, reinvestiamo ogni anno anche gli interessi maturati insieme al capitale, detti interessi diventano, a loro volta, fruttiferi di ulteriori interessi. Nel nostro caso avremo un montante (capitale più interessi) alla fine dei 5 anni di 105,10 euro.

Nel primo caso siamo in presenza di un regime di capitalizzazione semplice, in quanto l’interesse maturato ogni anno non è fruttifero di interessi negli anni successivi, mentre nel secondo caso la capitalizzazione è composta perché gli interessi maturati ogni anno vengono reinvestiti in modo da produrre altri interessi negli anni successivi.

Calcolo dei rendimenti: differenza sostanziale nel lungo termine.

Mentre potrebbe non esserci una grande differenza tra l’interesse semplice e quello composto per brevi periodi di tempo, la differenza potrebbe diventare marcata se la durata dell’investimento è lunga.
L’effetto dell’interesse composto è molto importate quando si devono prendere decisioni in materia di investimenti e viene spesso  trascurato o sottovalutato dagli investitori. Una volta capito e applicato, tale effetto, è senz’altro una delle chiavi del successo degli investimenti effettutati nel lungo periodo.

Precedente Rendimento finanziario, principale indicatore per valutare un investimento Successivo Tasso inflazione, un nemico infido e implacabile per i risparmiatori

Lascia un commento

*