Dati Istat 2016: il Pil sale, ma incertezza politica e banche frenano la ripresa

Dati Istat 2016

Sono incoraggianti gli ultimi dati Istat 2016 che certificano un aumento del Pil dello 0,9%, ma rappresenta la percentuale di crescita più bassa tra i Paesi dell’Eurozona.

I dati Istat 2016, secondo le ultime e definitive stime, dicono che il Pil (Prodotto interno lordo) è cresciuto dello 0,9% rispetto al 2015 ma, considerando che il 2016 ha visto due giorni lavorativi in meno rispetto al precedente anno, il dato sale e si porta ad un risultato finale dell’1%. In questo modo il Governo può risparmiare tra i 300 e i 500 milioni di euro sulla cifra della manovra correttiva chiesta dall’Unione Europea.

Dati Istat 2016 migliori del previsto.

Il Governo aveva previsto una crescita dello 0,8%. E’, dunque, quello del Pil, un dato positivo e incoraggia il Governo a continuare con le riforme per favorire la crescita economica. C’è da dire, però, che l’Italia resta il fanalino di coda nell’Eurozona, con un Pil al di sotto dell’1%, e che la crescita sarà lenta.
Anche l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) rivede al rialzo le stime sulla ripresa economica, ma questa sarà ancora debole a causa di scarsi investimenti e di uno scenario internazionale che certamente non aiuta. Pesano sulla ripresa del Paese anche l’incertezza politica ed il sistema bancario che continua a registrare scarsi utili e difficoltà a recuperare i crediti.

Manovra economica in arrivo.

I dati Istat 2016, che vedono un miglioramento del Pil, sono molto importanti per il Governo che, per evitare una procedura di infrazione da parte dell’Europa, dovrà portare una correzione di 3,4 miliardi al bilancio pubblico. Il provvedimento dovrà essere varato entro aprile prossimo.
Comunque, sembra che dall’Europa siano arrivati segnali di distensione da parte del Commissario europeo per gli affari economici e monetari, il francese Pierre Moscovici, che parla di collaborazione con il Ministro dell’Economia e delle Finanze,  Pier Carlo Padoan, e questo fa ben sperare in un atteggiamento meno rigido di Bruxelles.
La manovra sarà composta per 2/3 da maggiori entrate e per 1/3 da tagli alla spesa. Si pensa all’introduzione di nuove accise su sigarette e giochi, ma le misure sono ancora tutte da definire.
Un altro dato positivo incoraggiante proviene dalla conferma di Istat (Istituto nazionale di statistica) ed Eurostat del balzo del 6,6% della produzione industriale nel 2016, il maggiore rialzo dal 2010.

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