Globalizzazione finanziaria, opportunità per investire ma maggiore volatilità

Globalizzazione finanziaria

La globalizzazione finanziaria ha prodotto negli anni rilevanti mutamenti strutturali, rendendo i mercati finanziari mondiali sempre più correlati e interdipendenti.

Nell’ambito della creazione di un mercato unico globale, la correlazione tra i mercati finanziari, aumentata dopo la creazione della moneta unica europea, dipende dai sempre più stretti legami economico-produttivi esistenti a livello internazionale tra le economie mondiali.
Il processo di globalizzazione può essere interpretato come la tendenza alla graduale perdita dei confini e delle barriere fra Stati e mercati, come se tutti i Paesi del mondo facessero parte di un unico “villaggio” finanziario globale.

Perché la globalizzazione finanziaria.

I motivi della crescente integrazione dei mercati finanziari sono essenzialmente due: il primo è dovuto alla caduta dei vincoli normativi e valutari nei vari Paesi, che ha consentito la mobilità della circolazione di capitali al di fuori dell’ambito nazionale; il secondo è legato allo sviluppo della tecnologia finanziaria, che ha permesso una più rapida trasmissione di informazioni.

Ogni giorno sui mercati finanziari si muovono velocemente ingenti capitali da un Paese all’altro alla ricerca di un’allocazione ottimale. Tutto ciò sviluppa un insieme di strette relazioni tra l’economia reale e quella finanziaria e rende i cicli economici sempre più di breve durata.

Buone opportunità di investimento ma con maggiori rischi.

L’innovazione tecnologica nel campo delle comunicazioni e delle informazioni aumenta la velocità con cui gli investitori rispondono agli eventi nazionali e internazionali. Ma la globalizzazione finanziaria implica anche una maggiore volatilità dei mercati, che è un indicatore degli eventi che hanno caratterizzato i mercati finanziari in questi ultimi anni. Basti pensare che in caso di crisi finanziaria, il rischio che il contagio si propaghi in tutti i mercati internazionali è reale e rapido, destabilizzante su tutte le economie mondiali.

La globalizzazione finanziaria dei mercati ha portato notevoli benefici agli investitori, i quali hanno migliori opportunità di diversificare i loro investimenti e minori costi, grazie ad una maggiore concorrenza nell’offerta dei servizi da parte degli intermediari, ma anche alle imprese, che hanno la possibilità di raccogliere fondi a migliori condizioni su mercati sempre più ampi e più liquidi.

Crescita economica e disuguaglianze sociali.

C’è da dire, in ultima analisi, che la globalizzazione, in generale, ha prodotto effetti sociali ed economici abbastanza controversi, che si prestano a dibattiti e polemiche.

C’è chi sostiene, come la Banca Mondiale, che la globalizzazione ha avuto il merito di produrre una crescita globale, con un miglioramento delle economie anche dei Paesi emergenti attraverso la liberalizzazione dei mercati.
Altri, invece, sono molto critici, sostenendo che il processo di globalizzazione abbia prodotto disuguaglianze sociali ed economiche e, perfino, povertà in diversi Paesi. Lo afferma l’Organizzazione Internazionale del Lavoro.

Ma questo è ormai un fenomeno sociale ed economico inarrestabile ed inevitabile, è una conseguenza dell’evoluzione della società moderna. Ma possiamo anche affermare che, con politiche economiche-finanziarie più attente e responsabili, si potrebbero gestire in maniera più adeguata gli effetti sociali, quelli che producono disuguaglianze e povertà nel mondo.

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