Modi per finanziarsi, come le società raccolgono i capitali per crescere

Modi per finanziarsi

Le società, quando devono reperire capitali per finanziare la propria attività e la crescita, si trovano di fronte ad alcune alternative, dovendo scegliere tra i modi per finanziarsi.

Le società hanno bisogno di denaro “fresco” per la ricerca di nuovi business e per finanziare nuovi progetti di ricerca e sviluppo.
I capitali richiesti possono servire per acquistare nuovi impianti, macchinari e tecnologie più evolute o anche per far fronte agli impegni ordinari dell’impresa: pagamento di stipendi e dei fornitori, acquisto di materie prime e quant’altro.

Quali sono i modi per finanziarsi delle società.

Sono tre le fonti di finanziamento attraverso i quali un’impresa raccoglie nuovo capitale: l’autofinanziamento, il ricorso al mercato creditizio e l’accesso al mercato mobiliare.

1 – L’autofinanziamento è la capacità della società di riuscire a finanziarsi in maniera autonoma attraverso la gestione delle sue attività. L’impresa riesce a cavarsela da sola e non ha necessità di ricorrere a finanziamenti esterni. E’ il caso delle aziende consolidate sul mercato, non per le nuove imprese che in genere non riescono, con i flussi in entrata, a coprire i fabbisogni legati ai nuovi investimenti e, dunque, devono ricorrere ad altri canali.

2 – Quando le società non riescono ad autofinanziarsi dovranno, per forza di cose, ricorrere ad altre alternative. Una di queste è il mercato creditizio, cioè dovranno contrarre un debito e chiedere denaro alle banche od altri istituti. Questi sono chiamati intermediari finanziari, in quanto raccolgono capitale dagli investitori e li impiegano prestandoli a chi ne ha bisogno, come appunto le società.

3 – Tra i modi per finanziarsi c’è anche quello di ricorrere al mercato mobiliare. Costituisce una via diretta di finanziamento tra le società ed il mercato. Così facendo le società possono emettere titoli di debito (obbligazioni) da collocare sul mercato, oppure aumentare il proprio capitale emettendo nuove azioni.
Nel primo caso l’obbligazionista presta il suo denaro alla società o ad un ente governativo (per esempio lo Stato con i Bot) ed assume il ruolo di creditore nei loro confronti, con il diritto di ricevere a scadenza il capitale prestato più i relativi interessi.
Chi, invece, acquista azioni diventa socio dell’impresa che le ha messe in vendita, cioè sarà proprietario di una parte della società, con il diritto di partecipare agli utili, ma anche alle perdite della società stessa. In questo modo la società condivide insieme ad altri soci il cosiddetto rischio d’impresa.

Lascia un commento

*