Piani individuali di risparmio, nuova opportunità per risparmiatori e Pmi

Pir - Piani individuali di risparmio

I Piani individuali di risparmio (Pir) sono una forma di investimento che si rivolge ai piccoli investitori garantendo benefìci di natura fiscale.

Sono stati introdotti dalla Legge di bilancio 2017 e sono in vigore dal 1 gennaio. I primi sono già arrivati a gennaio per iniziativa dei big del settore del Risparmio gestito.
Il 2017 è iniziato con una raccolta netta positiva del Gestito, in particolare dei Fondi azionari europei, continuando il trend del 2016. Il segnale è che c’è un ritorno sull’investimento azionario ed è un elemento importante con l’avvicinarsi del lancio dei Pir.

Cosa sono i Piani individuali di risparmio.

Questo strumento finanziario è stato portato a compimento dal nostro Governo per sostenere le aziende italiane, e particolarmente le Pmi (piccole e medie imprese) che hanno un ruolo fondamentale nella nostra economia. Veicolare gli investimenti delle famiglie verso queste aziende è di vitale importanza, visto che le banche le finanziano con molta difficoltà.

I Pir avranno la forma di un Fondo di investimento o anche di Polizza assicurativa ed almeno il 70% del capitale dovrà essere investito in azioni e obbligazioni emessi da aziende italiane od anche europee che siano stabilmente organizzate in Italia, cioè che pagano le tasse nel nostro Paese.
Ed ancora, il 30% di questo 70%, e cioè il 21% del totale, dovrà essere impiegato in aziende che non siano contenute nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana (il paniere dove sono quotate le azioni delle 40 società italiane maggiormente capitalizzate).

Il capitale di questi contenitori sarà investito in azioni, obbligazioni e quote di fondi di investimento. La quota minima per entrare nel Pir è di 500 euro (in alcuni Fondi si entra anche con 100 euro), con un limite di 30mila euro ogni anno e fino ad un massimo di 150mila euro complessivi.

I vantaggi dei Piani individuali di risparmio.

Sono investimenti individuali, gestiti da Sgr (Società di gestione del risparmio), e dovranno essere sottoscritti soltanto da persone fisiche e non da aziende o persone giuridiche. Ogni investitore potrà essere titolare di un solo Pir e se lo estingue potrà in seguito aprirne un altro.

I vantaggi per gli investitori sono di natura fiscale: se il Pir viene detenuto per almeno cinque anni, non verranno applicate le tasse sulle rendite finanziarie (26% sull’azionario e 12,50% sull’obbligazionario) e verranno azzerate le imposte di donazione e di successione.

I punti critici dei Piani individuali di risparmio.

Anzitutto i costi e le spese. La detassazione sugli utili è un’ottima cosa, ma occorre analizzare i costi di sottoscrizione, di gestione ed anche di performance e verificare se sono superiori ad altri prodotti di risparmio gestito offerti sul mercato,e che impatto potrebbero avere sull’investimento in termini di rendimento.
Inoltre, per ottenere i benefìci fiscali, l’investimento dovrà rimanere vincolato per cinque anni e non c’è nessuna garanzia di rendimento finale, visto che nei Pir c’è anche una componente azionaria.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è che l’investimento è concentrato solo sul rischio Italia e non offre adeguata diversificazione anche sui mercati esteri; da considerare anche il rischio dovuto dalla presenza nell’investimento di strumenti dedicati soltanto alle piccole e medie imprese.

Staremo a vedere come i risparmiatori accoglieranno i Piani individuali di risparmio.

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